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Visualizzazione dei post da 2012

NUVOLE DI PASSAGGIO

Ero rimasto tutto il pomeriggio a sorseggiare vino e a fotografare nuvole, con la voce del mio vecchio che dall’altro mondo mi ammoniva dicendomi che invece di perder tempo avrei dovuto fare qualcosa di costruttivo, tipo aiutare mio fratello a risanare i conti dell’azienda che ci aveva lasciato in eredità, oppure rimboccarmi le maniche e dare una mano agli operai alla fabbrica, o al limite trovarmi una donna, magari ricca, e sistemarmi una volta per tutte. Insomma, anche da morto quel povero cristo tornava ad assillarmi con le solite menate, come se non fosse stato abbastanza chiaro durante i nostri innumerevoli scontri aperti, e mia madre che dalla cucina faceva finta di non sentire, per poi consolarmi in segreto con un panino al prosciutto e una Ceres ghiacciata come piaceva a me. È stata lei a salvarmi da questa macchina infernale, e gliene sarò eternamente grato...
Le nuvole di passaggio sono una vera e propria figata. Fotografarle non è di certo un’idea geniale, ci aveva già p…

LA GIOSTRA

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C'era una vecchia giostra in città, di quelle in stile ottocento, anche se indubbiamente smaltata di nuovo. Occupava una piazzetta un po' nascosta, quasi in periferia, e ci si arrivava per strade poco frequentate, conosciute solo agli anziani e ai padroni di cani, perché loro la città la conoscono fin nei minimi dettagli; ogni marciapiede, angolo, lampione e albero non sfugge ai loro amici a quattro zampe. Un tempo avevo anch'io avevo un cane, e grazie a lui ho avuto l'occasione di conoscere gli anfratti più curiosi di questo antico e stantio capoluogo. Abbiamo marcato un bel po' di territori assieme, ed è così che questi palazzi e queste chiese mi sono rimasti dentro, nonostante un'avversione innata che mi sono sempre portato dietro. Non mi è mai piaciuta la mia città, forse perché troppo palesemente bella, perché trovavo antipatica tutta quella gente che se ne veniva da ogni parte del mondo per assaggiarla, fotografarla, in qualche modo viverla, nonostante f…

FIORITURE

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Come andranno le cose domani? Chi può dirlo, ripetono amici e conoscenti, ma l'interrogativo rimane scolpito indelebilmente negli occhi dei miei figli, che mi guardano da oltre la tazza del caffellatte regalandomi un altro straordinario esempio di purezza, o forse sono io che vi leggo cose che non esistono affatto. D'altronde quand'ero un ragazzo non andavo mai col pensiero più lontano del giorno dopo, o al massimo mi spingevo fino al week-end, ma mai più avanti, perché il tempo ha tutto un altro significato quando si è giovani. Vinceremo anche questa battaglia, ripeto a me stesso, e rispondo sorridendo, scompigliando loro i capelli e dicendo frase sciocche, prese in prestito dai cartoni animati visti insieme il giorno prima. “Andrà bene, ma certo!” mi consolo, anche se non ci credo veramente. Il più piccolo si esibisce in una delle sue solite gag, imitando i fratelli più grandi. Il risultato è una risata generale alla quale si unisce anche lui, troppo piccolo, troppo meravi…

LA DONNA DELLA TORRE

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Alla vecchia torre ci andai una domenica mattina dei primi di febbraio, in uno dei giorni più freddi dell'anno, assicurandomi così la quiete del momento e la cristallina visione di quel paesaggio che, passandoci com'era mia consuetudine ogni settimana per recarmi da un cliente, mi ero ripromesso più volte di andare a visitare. La vista dalla strada statale lasciava presagire un piccolo ed idilliaco quadro medievale e devo ammettere che non ne rimasi deluso. Costruita durante il tredicesimo secolo, la torre fungeva da avamposto per i soldati nei periodi di guerra. Ristrutturata più volte, fungeva oggi da attrazione turistica, anche se era ancora parzialmente abitata.
Scesi dall'auto appressandomi al cancello di accesso al piccolo ponte di legno che raggiungeva la base della costruzione, circondata interamente da un fossato pieno d'acqua che, durante la notte, aveva incominciato a ghiacciarsi. Scattai un paio di foto ispirato dalla luce del sole invernale, con i suoi ragg…